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La storia della distruzione di Noto Antica non è stato un fatto storico limitato al ragusano, ma è un evento che ancora oggi, investe e interroga l'intero paese, una vera e propria "pietra miliare" nella storia sismica.
Nell'attuale versione del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI11) risulta essere il più forte evento sismico (Mw=7.4) avvenuto negli ultimi 1000 anni sull'intero territorio nazionale. Inoltre, per vastità dell'area colpita, numero di vittime e gravità degli effetti provocati, è tra i terremoti maggiormente distruttivi della storia sismica italiana.

Noto è famosa in tutto il mondo come la capitale del barocco siciliano, riconosciuta come Patrimonio dell'umanità. Quello che pochi sanno, è che la Noto che conosciamo, è stata costruita dai sopravvissuti ad un violento terremoto che distrusse la città originaria l'11 gennaio del 1693.
EFIAN "Experimental Fruition Ingenious Ancient Noto" ha messo insieme ricercatori delle università siciliane e soggetti privati per ricordare, ricostruire e trasformare un luogo dimenticato, in un nuovo polo turistico.
Sabato 29 ottobre vi racconteremo l'incredibile viaggio che ci ha portato a far rivivere la storia tramite le nuove tecnologie di realtà aumenta e realtà virtuale.

A partire da ottobre, il MiBACT potenzia la promozione dei Musei Italiani sui social: ad ogni mese è dedicato un tema, scelto sulla base della stagione, dell'attualità, di fenomeni di costume, di eventi di risalto nazionale e internazionale o traendo ispirazione dai capolavori del nostro patrimonio. Il tema di ottobre è l'uva, la vendemmia, il vino. Tutti possono condividere le proprie foto con l'hashtag #ottobrealmuseo e invadere i social con opere da tutta Italia, seguendo un filo rosso che unisce, nella bellezza, le straordinarie collezioni dei Musei Italiani.
La campagna è promossa su tutti i social network, ma ha il suo cuore nel profilo instagram @museitaliani, nato lo scorso agosto, in occasione delle Olimpiadi di Rio, per rilanciare le opere del patrimonio culturale italiano dedicate allo sport.
Nella foto, stemma di Noto Antica e un frammento proveniente dalla Chiesa di San Michele.

Partiamo dalla fine, la concentrazione di bellezze: la Sicilia, un dodicesimo della popolazione nazionale, vanta il 20% dei siti Unesco italiani, primo Paese al mondo per riconoscimenti. Di più: la Sicilia è il territorio insulare dell'Unione europea sul gradino più alto del podio. Un patrimonio quasi tutto ingiustamente collocato nella Sicilia centro-orientale (il Val di Noto, Siracusa e la necropoli di Pantalica, Piazza Armerina, la Valle dei templi, le isole Eolie, l'Etna e, unico a occidente e l'ultimo iscritto, l'itinerario arabo-normanno, se stiamo solo ai siti materiali).

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